Champagne
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Champagne una bevanda iconica tra Tradizione e Innovazione

Ventisette anni fa, in una luminosa giornata d’estate, mi trovavo seduta con alcuni amici nella magnifica piazza di Reims. Il sole accarezzava le pietre antiche, e l’aria era intrisa di un’eleganza senza tempo. Decidemmo di bere un bicchiere di champagne: appena mi portarono il calice, notai un colore brillante, il vetro era freddo, le bollicine danzavano come piccole stelle. Al primo sorso, un mondo nuovo si aprì davanti a me: un’esplosione di profumi, ricordi e gioia che mi catturò l’anima. In quel momento, mi innamorai perdutamente di quel calice con quelle bollicine eleganti.

Lo champagne è un vino spumante che fa parte dei vini speciali, famoso in tutto il mondo per le sue bollicine e per essere simbolo di festeggiamenti e lusso. Ma c’è molto di più dietro questa bevanda iconica.

Molti personaggi famosi erano amanti di questo vino come Cherchill che amava il Pol Roger, Marilyn Monroe che gli fu dedicata una etichetta, Napoleone che quando fu fatto prigioniero non poteva rinunciare al suo bicchiere di Champagne. La stessa Mariantonietta della quale conosciamo la storia della coppa di Champagne che fu fatta sul calco del suo seno.

Origine e denominazione

Lo champagne prende il nome dalla regione francese Champagne, situata nel nord-est della Francia. Una zona particolare per il suo suolo che è di gesso ” la Marna” che fa sviluppare tutti i precursori aromatici, ci sono le escursioni termiche quindi il gesso con il materiale organico e le escursioni termiche creano una combinazione perfetta per far nascere questo prestigioso prodotto della natura. Per legge, solo il vino spumante prodotto in questa regione secondo metodi specifici può chiamarsi “champagne”.

Qualsiasi altro vino spumante, anche se fatto con uve simili, deve usare nomi generici come “spumante” o “cava” (in Spagna) o “spumante metodo classico come il Ferrari a Trento, in Franciaconta in Lombardia, in Alta langa in Piemonte, in Oltre Pò Pavese sempre in Lombardia ” (in Italia). “Crémant” (in Alsazia), o “seckt” con riesling (in Germania).

Uve utilizzate

Le principali varietà di uva usate per produrre lo champagne sono:

  • Chardonnay (uva bianca) cambia di colore e sentori in base alla zona, ha mineralità ed eleganza.
  • Pinot Noir (uva rossa) i migliori si trovano nella Cote de Nuit, ha note fruttate.
  • Pinot Meunier (uva rossa) colore cangiante in purezza ha acidità e struttura.

Spesso lo champagne è un blend di queste uve, anche se esistono varietà monovitigno (ad esempio 100% Chardonnay, chiamato “Blanc de Blancs”).

Principali zone dello champagne

Montagne de Reims dove si trova il pinot nero e il pinot meunier.

Valle de la Marne dove si trova il pinot meunier.

Cote des Blancs dove troviamo lo Chardonnay.

Cote de Sézanne dove troviamo lo Chardonnay.

Cote de Bar-sur-Arube dove troviamo il Pinot nero.

Metodo di produzione

La caratteristica principale dello champagne sono le bollicine, e la quantità di atmosfere di pressione nella bottiglia che sono 6, ecco perché sono molto spesse e resistenti.

Lo Chamapagne si ottiene con il cosiddetto metodo classico o metodo champenoise:

Mischio i vini e creo il vino di base, i vini scelti sono vinificati separatamente, e creo il Blend.

  1. Dopo la prima fermentazione, il vino viene imbottigliato con zucchero e lieviti aggiunti. Questo si chiama Liqueur de Tirage aggiunto nella bottilglia cioè una soluzione di vino base più dello zucchero di canna più dei lieviti selezionati e sali.
  2. Una seconda fermentazione avviene in bottiglia, creando anidride carbonica che forma le bollicine.
  3. Le bottiglie vengono poi girate e inclinate gradualmente (“remuage”) sui Pupitres in antichità per portare i lieviti sulla punta , ora la rotazione viene fatta con le giropallet una macchina enologica automatizzata in questo modo le fecce si raccolgono sotto il tappo a corona.
  4. Infine, abbiamo la sboccatura cioè l’espulsione delle fecce, vengono congelati nei colli rivolti in basso in un bagno rifrigerante di – 25° di soluzione salina, ecco che il deposito congelato viene rimosso (“dégorgement”). Nella sboccatura si perdono circa 5 ml di liquido.
  5. Fatta la sboccatura abbiamo il dosaggio con l’aggiunta de liqueur de dosage (o liqueur d’expédition) cioè viene rabboccato anche con cognac, armagnac e altro in base ai segreti del produttor, dopo la bottiglia viene tappata, viene riportata in cantina per un periodo e il liqueur si fonde con il vino per un periodo deciso e dopo abbiamo il confezionamento.

Tipologie di champagne

Brut: secco, con pochissimo zucchero residuo, il più comune.

Extra Brut: molto secco, quasi assenza di zucchero.

Demi-Sec: più dolce, adatto a dessert.

Blanc de Blancs: prodotto solo con uva Chardonnay, leggero e raffinato.

Blanc de Noirs: prodotto con uve rosse Pinot Noir o Pinot Meunier, più pieno e strutturato.

Monocru: tutti dalla stessa zona.

Rosé: vino rosato.

Millesimato: stessa annata e stesso CRU, l’annata deve essere ottima.

Già in epoca romana si coltivava la vite, ma per secoli si produssero vini fermi, spesso rossi e piuttosto leggeri. Il clima freddo della zona aveva però un effetto particolare: in inverno la fermentazione del vino si interrompeva naturalmente. Con la primavera, il vino riprendeva a fermentare… anche dentro le bottiglie già chiuse. Questo causava la formazione di gas e quindi di bollicine, spesso considerate un difetto all’epoca.

Il ruolo di Dom Perignon e Francesco Scacchi

Il primo della storia a descrivere la fermentazione in bottiglia fu Francesco Scacchi nato nel 1577 nelle marche; medico e igenista in “de Salubri potu dissertatio” nel 1622 descrive la spumantizzazione. Questa scoperta anticiperebbe di una cinquantina di anni la scoperta del monaco francese infatti Scacchi descrive che la tecnica prevede la miscelazione di vino vecchio (e quindi già fermentato e senza residuo zuccherino) con uve fresche che contengono zuccheri e lieviti (la cui presenza non era però all’epoca conosciuta perchè furono scoperti da Pasteur nell’800). Si aggiungeva anche un terzo di acqua calda e si rinchiudeva il tutto in un contenitore, presumibilmente una botte. Con l’aggiunta di uve fresche si aveva una nuova fermentazione con la produzione di anidride carbonica.

Il monaco benedettino Dom Pérignon (XVII secolo), che lavorava nell’abbazia di Hautvillers quindi non è stato il primo a scoprire la spumantizzazione. Contrariamente alla leggenda, non inventò lo Champagne, ma contribuì in modo fondamentale a migliorare la qualità del vino:

  • perfezionò l’arte dell’assemblaggio (blend) delle uve
  • migliorò le tecniche di vinificazione
  • cercò di controllare (non creare) l’effervescenza, che era ancora instabile e pericolosa (le bottiglie spesso esplodevano).

Proprio con il suo nome esiste un prestigioso Champagne Dom Pérignon

Vedova Clicquot Ponsardin fra le prime donne imprenditrici della storia del vino

Dopo la morte prematura del marito si preoccupò dello Champagne e pensò di regalare ad Alessandro I di Russia il suo prodotto rendendola conosciuta. Un suo dipendente crea il Remuage facendola diventare famosa in tutto il continente. Il suo Remuage era custodito segretamente e per mantenere il segreto la vedova Clicquot pagava profumatamente il silenzio dei suoi dipendenti.

Oggi ogni azienda ha uno suo liquer d’expedition (Tirage) che rende lo chamapagne unico.

Nascita dello Champagne moderno

Il vero sviluppo dello Champagne come lo conosciamo oggi avvenne tra XVII e XVIII secolo grazie a diversi fattori:

  • Bottiglie più resistenti: introdotte grazie alla tecnologia inglese, capaci di sopportare la pressione interna
  • Tappi in sughero: più efficaci nel trattenere il gas
  • Comprensione della seconda fermentazione in bottiglia, base del cosiddetto metodo classico

Le prime grandi maison

Nel XVIII secolo nascono le prime case di Champagne, che trasformano questo vino in un prodotto di lusso:

Ruinart

Moët & Chandon

Veuve Clicquot, famosa per innovazioni come il remuage (tecnica per chiarificare il vino)

Champagne e prestigio

Nel XIX secolo lo Champagne diventa il vino delle corti europee, simbolo di festa, eleganza e celebrazione, è riconosciuto come patrimonio culturale (le colline, le maison e le cantine sono patrimonio UNESCO).

Lo Champagne non nasce da un’invenzione improvvisa, ma da:

  • condizioni climatiche particolari
  • evoluzioni tecniche
  • contributi di diversi produttori nel tempo

Altri champagne famosi sono:

Pol Roger il preferito da Churchill

Cristal lo champagne preferito dai russi.

Bollinger lo Champagne simbolo dal 1829, così conosciuto che fu fatta una edizione speciale per James Bond il famoso personaggio 007.

Alcune degustazioni personali

Dom Pérignon

  • Denominazione: Champagne AOC
  • Tipologia: Vintage (solo annate dichiarate)
  • Vitigni: Chardonnay & Pinot Noir
  • Metodo: Classico (rifermentazione in bottiglia)
  • Affinamento: minimo 8 anni sui lieviti

Esame visivo

Il colore è giallo dorato luminoso, con un finissimo perlage, persistente e cremoso, la sua consistenza è sottile ed elegante.

Esame olfattivo (sentori)

agrumi freschi e bergamotto,

Evoluzione nel bicchiere:

  • Frutta a polpa bianca (pera, pesca)
  • Frutta secca (mandorla, nocciola)
  • Note di pasticceria (brioche, pane tostato)

sentori terziarie (più evolute):

  • Miele
  • Spezie dolci (vaniglia)
  • Minerale (gesso, pietra bagnata)

Esame gustativo

Fresco, con struttura cremosa, acido, sapidtà marcata, equlibrio armonico tra la sua freschezza e complessità, la sua persistenza è elegante e lunga.

Retrogusto

  • Agrumi canditi
  • Mandorla tostata
  • Leggera nota minerale e salina

Abbinamenti consigliati

  • Crostacei (astice, gamberi)
  • Piatti delicati a base di pesce
  • Anche carni bianche raffinate

Temperatura di Servizio 8°-10°

Calice ampio come un tulipano, lasciare aprire qualche minuto prima di bere.

Lucien Albrecht – Crémant d’Alsace Brut

Scheda di degustazione

Tipologia

  • Denominazione: Crémant d’Alsace AOC
  • Metodo: Classico (come lo Champagne)
  • Stile: Brut (secco)

Esame visivo

colore giallo paglierino con tenui riflessi dorati, brillante perlage non persistente.

Esame olfattivo (sentori)

Primo impatto:

  • Agrumi freschi (limone, pompelmo leggero)
  • Mela verde

Secondo livello:

  • Pera
  • Fiori bianchi (acacia)

Evoluzione:

  • Leggera crosta di pane
  • Mandorla fresca
  • Accenno minerale

Rispetto a un Dom Pérignon, qui i profumi sono meno complessi.

Esame gustativo

note fresche, corpo medio e leggero, acido, equilibrato e piacevole, persistenza media.

Retrogusto

  • Agrumato
  • Leggermente mandorlato
  • Pulito e secco

Abbinamenti ideali

Perfetto come aperitivo, ma anche con:

  • Antipasti leggeri
  • Fritture (tempura, calamari)
  • Salumi delicati
  • Formaggi freschi

Temperatura di servizio 6-8° calice a tulipano

Bruno Dangin – Val Lune (Pinot Noir)

Esame visivo

Colore giallo dorato, limpido, perlage fine e continuo.

Esame olfattivo (sentori)

Primo impatto:

  • Frutta matura (mela gialla, pera)
  • Piccoli frutti rossi delicati (lampone, ribes)

Evoluzione:

  • Note floreali leggere
  • Crosta di pane, brioche
  • Accenni di nocciola

Componente territoriale:

  • Lieve mineralità gessosa
  • Tocco vinoso più marcato rispetto a uno Chardonnay

Rispetto a Champagne più “classici”, qui il Pinot Noir dà un profilo più strutturato e fruttato.

Esame gustativo

morbido, e rotodno, acido, equilibrato, con copro medio e una buona persistenza.

Retrogusto

  • Frutta gialla matura
  • Mandorla
  • Leggera nota speziata

Abbinamenti consigliati

Grazie al Pinot Noir è più gastronomico:

  • Salumi e affettati
  • Carni bianche
  • Funghi
  • Formaggi semi-stagionati
  • Ottimo anche con piatti leggermente strutturati (non solo aperitivo)

Temperantura di Servizio 8-10° calice ampio a tulipano

Bollinger – Special Cuvée (edizione James Bond)

  • Denominazione: Champagne AOC
  • Cuvée: Special Cuvée
  • Vitigni: prevalenza Pinot Noir + Chardonnay + Meunier
  • Stile: Brut
  • Caratteristica: uso di vini di riserva e affinamento prolungato

Bollinger è noto per uno stile ricco, vinoso e strutturato.

Esame visivo

giallo dorato intenso, perlage fine e persistente.

Esame olfattivo (sentori)

Primo impatto:

  • Frutta matura (mela gialla, pesca)
  • Agrumi maturi

Evoluzione:

  • Brioche, pane tostato
  • Frutta secca (nocciola, mandorla)
  • Miele leggero

sentori terziari

  • Spezie dolci
  • Leggero sentore tostato quasi “nocciolato” (firma tipica Bollinger)

Più intenso e profondo rispetto a molti Champagne base.

Esame gustativo

acido, avvolgente, persistente, fresco, di corpo, ottimo equilibrio tra freschezza e struttura.

Retrogusto

  • Frutta secca
  • Pane tostato
  • Leggera nota speziata e minerale

Abbinamenti consigliati

  • Carni bianche
  • Pollame
  • Piatti con funghi
  • Formaggi stagionati
  • Ottimo anche con piatti più strutturati rispetto a uno Champagne leggero

Temperatura di Servizio 8-10° calice ampio

Uno Champagne iconico, con grande profondità e perfetto anche a tavola, non solo da aperitivo.

Champagne Obenoir

Vista

Nel calice si presenta con un giallo dorato intenso, a volte con riflessi ramati se c’è una forte presenza di Pinot Noir.
Il perlage è fine e persistente, segno di buona qualità e lunga presa di spuma.

Olfatto

Al naso è generalmente complesso e strutturato:, note di frutta matura come mela cotta, pera, pesca, frutti rossi come fragolina e lampone, nell’evoluzione abbiamo note speziate e nocciola, crosta di pane brioche e lievito.

Gusto

in bocca è corposo rotondo, fresco, una bilanciata acidità, persistente e con finale elegante.

Abbinamenti

Perfetto con:

  • Carni bianche (pollo, tacchino)
  • Piatti a base di funghi
  • Formaggi stagionati
  • Piatti più ricchi (anche anatra o piatti leggermente speziati)

Temperatura di servizio 8-10°

Champagne Jean‑Jacques Lamoureux, uno Champagne artigianale della Côte des Bar.

Lamoureux

vista

colore giallo paglierino luminso, perlage fine.

Olfatto

Al naso è elegante e abbastanza complesso, note di limone e pompelmo, fiori bianchi con acacia e biancopsino, frutta a polpa gialla come pesce.

Gusto

fresco, equilibrato, rotodno, minerale, con finale pulito.

Abbinamenti ideali

Perfetto con:

  • Carpacci di pesce
  • Formaggi freschi (tipo Chaource)
  • Aperitivi eleganti

Temperatura di servizio 8-10°

Pol Roger Brut Réserve

Vista

giallo paglierino dorato brillante, con perlage finissimo e persistente.

Olfatto

Il naso è intenso ma raffinato, mai pesante, note di frutta fresca come mela e pera, agrumi, mango, fiori bianchi come gelsomino, sentori di vaniglia, brioche e crosta di pane, miele e spezie.

Gusto

In bocca è dove Pol Roger si distingue davvero, struttura equlibrata, cremoso, fine, fresco e deciso, armonico. Note di albicocca, mela cotta, canditi, miele e pane tostato. Minerale e speziato.

Stile e composizione

Blend perfettamente bilanciato:

  • Pinot Noir → struttura e corpo
  • Pinot Meunier → frutto e morbidezza
  • Chardonnay → eleganza e freschezza

Affinamento lungo (circa 3–4 anni sui lieviti) che porta più complessità e finezza.

Abbinamenti

  • Aperitivo elegante
  • crostacei
  • Sushi e sashimi
  • Carni bianche
  • Formaggi stagionati

È uno Champagne che può accompagnare tutta la cena, non solo l’aperitivo.

Temperatura di servizio 8-10°

Champagne André Borodine

Vista

Nel calice si presenta giallo paglierino brillante, con riflessi dorati chiari e un perlage molto fine e persistente (le bollicine risalgono lentamente formando un “collarino” di spuma sottile) — segno di fermentazione e maturazione di qualità.

Olfatto

note fruttate di limone e mela verde, sentori floreale come fieno.

Gusto

fresco, acido, equilibrato con perlage cremoso, sapido con finale persistente.

Abbinamenti consigliati

  • frutti di mare
  • Piatti di pesce bollito o crudo
  • Formaggi freschi o semi‑stagionati
  • Aperitivi eleganti

Temperatura di servizio

8‑10 °C per esaltare la freschezza e liberare al massimo gli aromi nel bicchiere.

Champagne Champagne Ruinart, uno dei più eleganti e storici produttori della regione di Reims (la più antica maison di Champagne, fondata nel 1729), stile unico, elegante e armonioso.

Vista

Nel calice si presenta con un colore giallo paglierino luminoso con riflessi dorati, accompagnato da un perlage fine e persistente, segno di una maturazione lenta e di qualità.

Al naso

fresco, con sentori di pera e albicocca, note di nocciola fresca e mandorla verde, floreali con sentori di sambuco e spezie, sentori anche di biscotti e lievito tostato.

In bocca

fresco, note di frutti maturi, torta di frutta e prugna, minerale e persistente.

Abbinamenti consigliati

  • antipasti di mare e crudité
  • crostacei e molluschi
  • piatti di pesce leggero o risotti ai frutti di mare
  • formaggi freschi o cremosi

Temperatura di servizio 8 – 10 °C servirlo nel bicchiere bianco o tulipano per esaltarne gli aromi.

Champagne Veuve Clicquot, una delle maison più riconoscibili al mondo, famosa per il suo stile elegante soprattutto con la celebre Cuvée Brut Yellow Label.

Vista

giallo paglierino intenso, limpido e brillate, perlage fine e persisitente, spuma cremosa e leggera.

Olfatto

note di frutta come albicocca e pera, agrumi, lampone e fragolina, sentori di brioche e miele.

Il bouquet è ampio, pulito e immediatamente riconoscibile come stile Veuve Clicquot.

Gusto

rotondo, fresco, cremoso alla fine, minerale, equilibrato perfetto punto tra acidità e morbidezza.

Abbinamenti consigliati

  • crostacei e frutti di mare
  • Sushi e sashimi
  • Carni bianche delicate
  • Formaggi freschi e cremosi

Temperatura di servizio: 8–10 °C

Champagne Moët & Chandon Brut Impérial

Vista

Giallo paglierino chairo, con riflessi brillanti, perlage fine e continuo, cremoso e persistente.

Olfatto

Lo stile olfattivo di Moët è armonico e fruttato, note di mela verde, pesca bianca, pera, arancia candita, sentori di lievito e brioche, mandorla e vaniglia, complesso.

Gusto

fresco, , fruttato, morbido cremoso, elegante, con finale persistente.

Abbinamenti consigliati

  • Aperitivi eleganti
  • Ostriche, crostacei, sushi
  • Carni bianche leggere e piatti di pesce
  • Formaggi freschi o semi-stagionati
    Temperatura di servizio: 8–10 °C

Lo Champagne Réserve AOC Brut Clovis Forest, una cuvée Brut dalle zone tradizionali della Champagne (Montagne de Reims e Côte des Blancs).

Vista

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e brillante, con un perlage fine e persistente, che indica un buon affinamento e una spuma elegante nel calice.

Al naso

Il profilo aromatico è fresco e invitante, note di mela verde e pompelmo, brioche tostata, rabarbaro, agrumi.

In bocca

cremoso, acido, note di caramello e mandorla, secco equlibrato

Abbinamenti gastronomici

Questo Champagne si abbina bene con diversi piatti grazie alla sua versatilità: frutti di mare, pesce grasso come salmone, formaggi morbidi e freschi come il caprino e Brie, pollame alle erbe.

Temperatura di servizio consigliata: 8–10 °

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