Perchè fa bene bere il vino ?
Ho letto molti articoli prestigiosi che attaccano tutti coloro che associano il consumo di vino o distillati alla salute.
“il vino fa male, punto e basta !”
questa frase l’ho sentita spesso, anche io come naturopata quando preparo un programma depurativo ad un cliente gli sconsiglio per 40 giorni l’alcool, anche se dipende dal biotipo la tollerabilità, ma non per questo demonizzo così il vino.
L’effetto dannoso dell’alcool viene associato all’acetaldeide, un sottoprodotto della fermentazione alcolica. Ma altrettanto possiamo dire che nutrirsi in base alla propria biotipologia, o temperamento, fare un sano stile di vita, bere acque nutrienti, un consumo moderato di vino lo possiamo tollerare.
Anche perché secondo il mio parere dichiararsi così ostili a questo alimento naturale, fa perdere di vista che in passato il vino, i liquori, gli amari e i distillati erano utilizzati come un medicinale.
L’alcool non deve superare il 5% dell’energia totale per gli uomini, ad esempio 2 birre da 250 ml o 200 ml di vino in un giorno. Nelle donne la quantità assumibile si aggira intorno al 2,5%.
Consumato in dosi giuste è un antitumorale, in dosi eccessive promuove il tumore. D’altro canto, il consumo limitato di vino (due bicchieri al giorno), sembra avere effetti positivi sulla salute: riduce il colesterolo LDL e aumenta l’HDL (quello “buono”), inibisce l’aggregazione piastrinica (effetti attribuiti all’alcool); inoltre è una fonte di polifenoli, in particolare il resveratrolo, sostanza anticancerogena ed aiuta a mantenere libere le arterie. Ecco perché il vino viene considerato un antitumorale delizioso, ovviamente con un consumo moderato.
I vini possono essere classificati sia in funzione del vitigno (varietà di vite utilizzata per la produzione) che in funzione della zona di produzione.
In base a questo possiamo capire l’anima del vino, dal vitigno grazie al terreno si compone di note uniche del luogo e zona, una melodia colorata che si arricchisce sempre di più nel tempo.
I vitigni più famosi e diffusi nel mondo (i cosiddetti “Vitigni internazionali” o “Alloctoni”) sono fra i rossi il Cabernet-Sauvignon, il Cabernet Franc, il Merlot, il Pinot Noir, lo Zinfandil e il Syrah; tra i bianchi il Sauvignon, lo Chardonnay, il Muscat ed il Riesling.
Le zone di produzione più famose nel mondo sono, oltre alle diverse regioni dell’Italia, il Libano, la provincia di Bordeaux, la Borgogna, la Champagne e l’Alsazia in Francia, La Rioja e Toro in Spagna e la Napa Valley in California. Ci sono delle norme importanti per la salute da rispettare quando a tavola beviamo questo nettare degli dei: il vino giovane non si mescola con l’acqua; il ghiaccio può avere degli effetti collaterali per il sistema nervoso, per i reni, per i denti e la vescica; è meglio bere prima i vini deboli poi quelli gagliardi; più il vino è gagliardo più il cibo deve essere forte; non superare i 5-6 g per kg di peso corporeo; se associato ai temperamenti, il vino avrà un migliore effetto salutare.
Dagli studi che ho condotto in 25 anni sui biotipi ed i temperamenti posso osare di scrivere che il temperamento bilioso è associabile con un vino tonico sui 13° il temperamento linfatico può bere un vino gagliardo anche sui 14° rossi, il temperamento nervoso deve bere un vino amabile sui 12° rosè, il temperamento sanguigno è quello più avvantaggiato perchè può bere tutti i tipi di vino.
Storia e Origini dei Liquori: dagli Alchimisti Arabi a Caterina de’ Medici
Le origini affondano le radici nel medioevo arabo.
Gli alchimisti arabi introdussero la prima essenza tramite il processo della distillazione con il nome l’acqua di rosa.
In Europa la scuola Salernitana fondata nel 1100 diede vita al primo elisir amaro curativo. Liquori elisir in Italia si trovano durante il giubileo del Papa Bonifacio ottavo nel 1300.
Il liquore nel tempo viene utilizzato per curare le forti coliche renali, lo stesso papa fu curato.
La stessa Caterina dei Medici quando andò in Spagna per sposarsi il re Enrico II portò con se oltre che dei pasticceri e cuochi dei liquoristi Italiani.
Con la scoperta delle Indie occidentali arrivarono nuovi frutti e il liquore si caricò di nuove note piacevoli che portarono ad utilizzare il liquore anche per piacere, non solo come una bevanda medicinale.
I Frati dell’Antica farmacia di Camaldoli consigliavano per la malaria l’acqua di vite calda con infusione di erbe. Consiglio di visitare l’antica farmacia in questo posto immerso nella natura incotaminata. Un posto veramente unico.
Con il perfezionamento del sistema di distillazione nel 1500 Caterina dei Medici diede inizio alla produzione di liquori dolci per un ben venuto alla corte di Firenze e Parigi.
Per legge la definizione di liquore oggi è una bevanda spiritosa con alcool agricolo neutro di gradazione superiore ai 15° e non superiore ai 55° in volumi con un contenuto minimo di zucchero di 100 g./l. Possono essere prodotti con 3 sistemi differenti.
- 1. distillazione
- 2. infusione
- 3. insieme dei due sistemi
Cos’è la distillazione: il processo fisico e come funziona
La distillazione è un’operazione fisica che separa i vari costituenti di una miscela come acqua, alcol etilico, alcol metilico e butilico. Se volessimo separe i tre alcoli dall’acqua, bisogna riscaldare questa miscela dentro un distillatore chiamato alambicco.
L’alambicco è formato da un contenitore per liquidi da distillare chiamato caldaia.
Una colonna che viene inserita nella caldaia che serve per frazionare i vari costituenti del liquido.
Un deposito di refrigerazione e contenitore di raccolta.
Per produrre un distillato la miscela deve passare numerose operazioni; fermentazione, distillazione, stabilizzazione, invecchiamento in botti, esame visivo, olfattivo, e gustativo.
I distillati sono miscele di acqua e alcol ottenute dalla fermentazione di alcune materie prime come cereali, vino, vinacce, canna da zucchero, patate, bacche di ginepro, e vari frutti.
Questi prodotti della natura vengono fatti fermentare per ricavare da essi alcol, che viene poi successivamente distillato, separato a caldo dalla maggior parte dell’acqua e di altre sostanza anche tossiche. Ogni zona geografica in tutto il mondo in base alle materie prime che madre natura offriva ha sviluppato una distillazione, ad esempio nell’America del sud dall’agave si ottiene la Tequila e il Metzcal, in Messico viene distillata la linfa fermentata del cactus, in India vengono fatti fermentare e distillare dei fiori, in Europa settentrionale il clima favorevole per coltivare il luppolo e cereali ha fatto sì che questi prodotti fossero più privilegiati di altri.
Dalla distillazione delle mele si ottiene il Calvados prodotto in Normandia e Francia.
Dalla distillazione delle prugne si ottiene il Sliwovitz prodotto in Serbia.
Dalla distillazione delle ciliegie si ottiene il Kirsh prodotto in Svizzera, e nord Europa.
Dalla distillazione delle patate si ottiene la Vodka prodotta in Polonia.
Infusione e Distillazione: come nascono aromi, spiriti e oli essenziali
L’infusione è un macerato delle sostanze vegetali aromatiche che rilasciano i loro principi attivi all’interno dell’alcool.
Nei distillati si preparano per distillazione del macerato alcolico e si ottiene spiriti chiari preparati con essenze.
L’olio essenziale concentrato viene poi solubilizzato in alcool.
Amari: origini, proprietà digestive e storia degli antichi elisir
Un amaro è una bevanda spiritosa dal gusto amaro, ottenuta da varie droghe vegetali e usata per le use qualità eupeptiche spesso come aperitivo, se invece troviamo più alcool l’amaro viene utilizzato come digestivo.
Nel passato gli amari venivano chiamati “Elisir”.
Ippocrate consigliava “L’Elisir di Buona Salute” un preparato di orzo e miele con erbe aggiunto nel vino.
Nella storia le aziende distillatrici e di liquori utilizzavano le antiche ricette farmaceutiche riadattandole e così nasceranno gli amari aromatici esempio il famoso Vermouth.
Venne aggiunto il carciofo come digestivo e depurativo, la china come antibatterico, la genziana per le infezioni cutanee, e tante, tante altre.
Il sapore amaro percepito sulle papille gustative attiva la secrezione di gastrina un ormone presente nella mucosa dello stomaco che favorisce la digestione.
Quindi almeno per me il vino è un alimento naturale, termodinamogeno, stomachico e nervino. Il vino ha azione stimolante.
Il vino o un distillato unito alle erbe si carica dei principi che esse contengono ed aumenta il proprio grado di energia, appropriandosi dei principi opposti modifica il suo modo di agire e quello della sostanza a cui è stato unito.
